10 cose che i maestri di chitarra non dicono

10 cose che i maestri di chitarra non dicono.

Ci sono cose che la maggior parte dei maestri di chitarra non dice ai propri allievi, cose che potrebbero semplificare la vita di tutti e migliorare in maniera esponenziale la preparazione dei chitarristi, ecco quali sono...

Alcuni insegnanti di Musica pensano che rendendo facile la didattica, gli allievi smetteranno di andare a lezione ed il flusso economico durerà meno a lungo.
Io credo che aiutare chi ha voglia di suonare e rendere appagante il suo percorso didattico sia un dovere a cui nessun insegnante deve sottrarsi, per questo motivo ho creato i miei corsi di chitarra personalizzati, ma questa è un'altra storia...

Sebbene nel 2017 la situazione didattica sia molto migliorata, restano ancora una serie di cose che alcuni insegnanti evitano di dire ai propri allievi:

1- Più cose insegni a te stesso, più in fetta progredirai. Se ti limiti soltanto a memorizzare quello che dice il tuo insegnante senza mai chiederti se quelle informazioni hanno un senso e soprattutto se saresti capace di spiegarlo ad un altro chitarrista…beh, allora ti stai perdendo il meglio. Non dare per scontato che il tuo insegnante conosca sempre il modo più veloce e semplice per spiegarti qualcosa. Fai domande, sviluppa il tuo senso critico ma soprattutto metabolizza la Musica e le sue regole secondo il tuo, personale punto di vista. E' il primo passo per costruire qualcosa di solido e trarre il meglio dalle tue lezioni di chitarra. Gli insegnanti sono una guida, la strada la devi percorre tu.

2- Se ti sforzi di imparare il materiale su un corda sola, allora tutto avrà più senso se riportato sul reso della tastiera. Imparare a guardare la chitarra in orizzontale ti permetterà di avere una migliore percezione delle distanze e ti aiuterà a connettere naturalmente tutti i box permettendoti (paradossalmente) di liberarti da essi.

3 - Le scale sono più facili da imparare se le associ all’ accordo corrispondente. Se cominci a guardare con attenzione ogni box di una qualsiasi scala, al suo interno potrai trovare almeno una diteggiatura dell’ accordo corrispondente ad essa, questo è il primo passo per individuare i chord tones (punti di risoluzione) per dare un senso compiuto ai tuoi fraseggi. Da li, il passo per individuare il resto delle relazioni armonico/ melodiche è molto breve.  

4 - Studiando uno strumento imparerai altre mille cose che ti saranno utili nella vita di tutti i giorni. C’è un proverbio Zen che recita: “Da una cosa imparane altre 1000”, la disciplina e la capacità di risolvere i problemi, sono solo l’inizio di una lunga lista.

5 - Gli spazi tra le note sono molto più importanti delle note stesse…ed i numeri valgono più delle lettere! Le lettere ed i nomi delle note non hanno alcun valore in termini identificativi rispetto ai meccanismi dell’ armonia ed alla loro comprensione. Fatta eccezione per i fortunati possessori di quello che comunemente viene detto “orecchio assoluto”, è palesemente più facile identificare  una progressione armonica o trasportarla se la si interpreta considerando le distanze tra ciascun accordo piuttosto che i nomi. Ti faccio un esempio: molti professionisti identificano i “giri” armonici con delle sequenze numeriche ad esempio, un comunissimo giro di Do per me sarà un I-VI-II-V, facciamo questo per semplificarci la vita. Se dovessi trasportare un giro di Do un tono e mezzo sopra dovrei pensare: Mib; Cmin; Fmin; Bb7 se penso con i numeri mi basta spostare il primo accordo ( I ) avanti di un tono e mezzo, e mantenere invariate le distanze degli accordi che seguono, senza nemmeno preoccuparmi dei loro nomi.

6 - La tecnica e la teoria sono due cose distinte tra loro, non lasciare mai che una rallenti l’altra.

7 - Imparare le triadi nella loro forma più semplice prima di affrontare il sistema CAGED ha molto più senso…te lo giuro!

8 - Puoi imparare tantissimo anche ascoltando musicisti che non suonano il tuo stesso strumento, e soprattutto se suonano un genere diverso dal tuo. Un batterista ha un approccio alla Musica completamente diverso da quello di un chitarrista, loro contano le battute istintivamente e sono molto più sensibili al groove, puoi stare sicuro che concetti come il dragging (suonare indietro) ed il rushing (suonare avanti) non li hanno inventati i chitarristi. I sassofonisti, per esempio, sono molto più preparati armonicamente di un qualsiasi strumentista armonico…

9 - Canticchia quello che suoni, ma anche le scale, gli arpeggi e le triadi. Non ho detto cantali come Celine Dion ma solo sii capace di ascoltare i suoni NELLA tua testa, prima di affidarti a quelli prodotti da uno strumento.

10 - Praticare senza la chitarra vale lo stesso! Essere in grado di visualizzare scale, accordi e fraseggi senza alcun riferimento fisico è altrettanto importante quanto percorrere gli stessi percorsi con le dita sulla tastiera. In breve tempo, il tuo cervello non distinguerà più la differenza tra una chitarra immaginaria ed una reale per lui sarà solo “suonare”..capisci il potere di tutto questo?

Questo articolo è dedicato a Daniel Gilbert, Dave Hill, David Oakes ed alla memoria di Ross Bolton, i migliori insegnanti che un chitarrista possa desiderare. 

 

Nel Blog

Ecco gli ultimi articoli pubblicati sul mio blog: tutti i consigli che avrei voluto e le considerazioni che mi sarebbe piaciuto fare quando ero un giovane chitarrista in fasce. Il terzo lunedì di ogni mese potrai trovare in questa sezione un nuovo articolo riguardo la Professione del Musicista, i Consigli per lo studio e qualche spunto per ritrovare Motivazione e creatività.