Di quante chitarre hai bisogno

Di quante chitarre hai bisogno?

A Napoli esiste una strada che si estende per un paio di centinaia di metri nel cuore del centro storico, su entrambi i lati trovi negozi di strumenti musicali tra cui il famoso Centro Chitarre. Ultimamente c’è anche qualche negozio di abbigliamento ma fino a qualche anno fa era come il paese dei balocchi per tutti i musicisti: è Via San Sebastiano.

Chiunque sia venuto a suonare a Napoli la conosce. Quando non esistevano le demo video degli strumenti su Youtube, ogni nuovo prodotto, nel giro di pochi mesi potevi trovarlo lì, pensa come deve essere per chitarrista vivere a 20 metri da questo paradiso…per trentasei anni!

Adesso, lasciamo stare per un attimo il fascino degli strumenti, e la goduria di avere sempre un “giocattolo” nuovo, ma davvero ci serve tutta questa roba per lavorare? Di cosa hai veramente bisogno?

Proviamo a fare un paio di considerazioni...

Stai lavorando per la tua band o per conto di qualcuno?

Nel primo caso, è molto probabile che tu venga chiamato a registrare qualcosa che hai composto tu e che in un certo senso è stato scritto “su misura” per te. In quel caso il problema quasi non si pone, ci sarà bisongo di “te”, del tuo sound, e di conseguenza degli strumenti con cui fin ad oggi hai provato e suonato dal vivo. Paradossalmente optare per una strumentazione diversa dalla “solita” potrebbe risultare controproducente, quindi nessun problema se nn possiedi strumenti ritenuti uno standard o all’ultima moda (tendenza che ultimamente riempie le tasche dei negozianti e svuota quelle dei musicisti).

Mettiamo il caso, invece, che tu voglia affacciarti al mondo dei turni. Devo essere spietato? …ok sarò spietato! SVEGLIAAAAAAAA, non siamo più negli anni 80!!!!

I TURNI NON ESISTONO!

…sveglio? Ok, scherzavo! I turni esistono ancora, fortunatamente, ma non è come vogliono farti credere tutti i chitarristi blasonati, soprattutto quelli "vip" italiani! ...e credimi ti parlo con la cognizione di causa di chi si procura da vivere con la Musica da 18 anni girando l'Italia in lungo e largo.

NON ACCADE che ti chiamino a registrare il disco di Vasco il giorno dopo che hai fatto la tua ultima lezione di chitarra…veramente non accade nemmeno il giorno dopo che ti sei diplomato a G.I.T. di Hollywood (questo te lo posso giurare). Se un giorno ti dovesse capitare di registrare il disco di Nek, Vasco, Ramazzotti o Pausini, credimi, sarà passato tanto di quel tempo e avrai suonato con tanta di quella gente che il problema di quali strumenti comprare lo avrai superato da anni! 

Metti i piedi a terra e guarda la realtà, è molto probabile (quasi sicuro) che per le tue prime registrazioni ti troverai nell’home studio di un amico tastierista che sta provando a fare l’arrangiatore con il suo pc, è molto probabile che si tratti di un provino che non finirà mai su nessun supporto fisico (se non il tuo cd-r della verbatim da 0.20 cent) ed è ancora più probabile che nella sua stanzetta non potrai usare un amplificatore, e quindi…e ripeto quindi: se il tuo obbiettivo è quello di fare il turnista, far girare il tuo nome, ed essere chiamato il più possibile per quanto riesci ad essere produttivo in studio di registrazione…considera l’opzione di imparare ad usare gli amplificatori virtuali.

Anche io adoro la triple rectifier, le teste Bogner e le Randall del compianto Dimebag, ma qui stiamo parlando di registrare provini (nel 90% dei casi pop-rock) a casa o nello studietto di un amico..questa è la realtà dei fatti e lo sarà ancora per qualche anno perché qualora lo avessi dimenticato: sei agli inzi.

Togliti la puzza da sotto al naso, smettila di pensare che quei “cosi” sono troppo digitali e che non si sentono le valvole, sono paranoie, le valvole le sentirai sul serio quando fra qualche anno potrai tenere un plexi del 67 a manetta nello studio B mentre tu registri comodamente seduto davanti ad un SSL nello studio A. Per adesso tira fuori il meglio da cose che costano poco e ti permettono di essere EFFICACE e soprattutto “versatile”. Una buona alternativa potrebbe essere un Pod e qualcosa del genere, si parla tanto della Fractal Audio, è spaventosa, suona alla grande, ma il problema è sempre quello costa oltre i 2000 euro!

Quanti turni devi fare per ammortizzare quella cifra? Quando, fra qualche anno potrai approcciarti agli studi di categoria superiore, allora un buon amplificatore valvolare potrà essere la scelta, ma nel frattempo ti sarai dato la possibilità di guadagnare i soldi necessari al suo acquisto.

Veniamo alle chitarre, compra un PRS o una Shure e sarai un chitarrista migliore…questo sembra essere il ritornello degli ultimi anni tra i musicisti della mia città. Ne ho suonata qualcuna e posso garantirti che sono davvero delle chitarre eccezionali, io stesso posseggo una Tom Anderson, ma, indovina un po’…costano minimo 3000 euro!

Ce li hai 3000 Euro?

Ma soprattutto, premesso che con quella chitarra devi lavorarci: la riuscirai ad ammortizzare in almeno un anno? …non voglio sembrarti distruttivo, anche a me piacerebbe cambiare chitarra ogni mese, ma bisogna essere realisti, gran parte dei dischi storici sono stati registrati con una fender (tele, strato) o con una gibson (les paul, sg, 335) , chitarre facili da reperire usate su mercatinomusicale o a casa di qualche amico che potrà prestartele per il tempo di una registrazione.

Ed ancora, ricorda che sei in Italia, la patria del pop comandato dai network, il 90% delle cose che ti troverai a registrare prevederanno ritmiche stoppate, accordoni, qualche powerchord ed al massimo un assolo di 16 battute.

Dal punto di vista di chi comincia a lavorare è uno scenario perfetto, non devi porti il problema di avere suoni troppo versatili, una buona stratocaster (magari con un hot rail al ponte) potrà garantirti il lavoro per un bel po’ di tempo.

Chitarra acustica: una buona soluzione sarebbe averne una che suona bene sia con il preamplificatore che microfonata così da usarla sia live che in studio.

Vale lo stesso discorso fatto per gli ampli e per le elettriche, trova uno strumento che abbia un buon rapporto qualità prezzo, e valuta quanto è conveniente acquistarlo in relazione al guadagno che ti porterà, se hai bisogno di qualcosa in particolare non escludere la possibilità di chiedere in prestito o noleggiare.

Per i pedali vale lo stesso discorso dell’amplificatore, gli ampli virtuali ti offrono la possibilità di una vasta gamma di effetti, ma se proprio dovessi decidere di non fare a meno delle magiche scatolette metalliche non potrai farti mancare: wha wha, overdrive (il ts9 è uno standard), tremolo, chorus e delay, anche se questi ultimi tre si preferisce usarli in post-produzione per via dei rate e dei bpm ed in quel caso sarà il produttore ad optare per un plugin. 

In linea di massima questo è quanto, siamo in un periodo storico dove tutto è fermo…figuriamoci la Musica, sarebbe da pazzi investire in strumentazione il cui costo non verrà mai recuperato, ma guarda il bicchiere dal lato mezzo pieno. La Musica che ha fatto la Storia è stata fatta con pochi mezzi, la discriminante stava nella capacità di tirare fuori il massimo da quel poco che si possedeva.

Pensi che davvero che Hendrix, Page, Blackmoore o Wes Montgomery sarebbero stati così diversi con una PRS ed un Triple Rectifier?

Cosa ne pensi? Vorrei conoscere il tuo parere, ti va di lasciarmi un commento qui sotto?

 

Nel Blog

Ecco gli ultimi articoli pubblicati sul mio blog: tutti i consigli che avrei voluto e le considerazioni che mi sarebbe piaciuto fare quando ero un giovane chitarrista in fasce. Il terzo lunedì di ogni mese potrai trovare in questa sezione un nuovo articolo riguardo la Professione del Musicista, i Consigli per lo studio e qualche spunto per ritrovare Motivazione e creatività.