La discografia è morta poco male

La discografia è morta...poco male!

Il music business come tutti lo conosciamo è morto. Uno studio recente ha mostrato i risultati di un altro anno di declino nelle vendite di dischi. Perfino i download digitali stanno subendo un forte rallentamento. Stando a quanto si è detto all'ultimo MIDEM , è ancora viva la tendenza, da parte di molte major, di additare la pirateria come unica responsabile della rovina di un mercato, a detta loro: “perfetto”.

Il concetto suona molto simile ad un:” mettiamo indietro l'orologio e riportiamo tutto a com'era prima di Napster”. E' abbastanza ovvio che ormai non c'è ritorno. Il modo in cui le persone interagiscono con la Musica è irreversibilmente cambiato. Non si tratta più di possederla materialmente, ma piuttosto di avere una relazione profonda con il mondo che essa rappresenta. E purtroppo, cari amici in giacca e cravatta, questa è una cosa che nessuno può confezionare, impacchettare e vendere. Solo l'artista può...trasmetterla!

Anche il modo in cui le persone scoprono la Musica è completamente cambiato. Certo, comparire sui giornali o in tv continua ad avere un grosso impatto, ma non è più l'unico modo per essere notati. Ormai i media convenzionali sono sulla stessa barca delle majors e, per fortuna, non sono più l'unico canale per raggiungere i potenziali fan. Le persone hanno quasi smesso di fidarsi di quello che gli dicono i “pro” piuttosto preferiscono ascoltare qualcosa di suggerito da un amico e a loro volta scambiarlo con altri. L'aspetto positivo in tutta questa storia sta nel fatto che la connessione tra artista e fan sta diventando sempre più diretta e la mediazione delle case discografiche sta diventando sempre più marginale.

Un contratto discografico ormai garantisce davvero poco.

Non che abbia mai garantito più di tanto, il 90% degli artisti sotto contratto NON diventa famoso in tutto il mondo, ma forse nemmeno nel suo paese d'origine. Fai una prova, visita il sito web di una qualsiasi major e clicca su “artisti”. Quanti di loro conosci? Ma c'è di peggio, tanti artisti sotto contratto e con tanto di disco prodotto restano con il master in un cassetto perchè l'etichetta non fa partire la promozione. Anche se la tua Musica è la più figa del pianeta, non c'è nessuna garanzia che in futuro raggiunga il mondo intero. Non mi fraintendere, è chiaro che ottenere un contratto discografico può aiutare la tua carriera così come interagire con persone del mercato discografico può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi, ma considera anche che gli artisti vengono reclutati e scaricati quasi ogni giorno, le etichette nascono e muoiono come fiori e molto spesso ti mettono sotto contratto per “scaricare le tasse”. Il problema è sta nel fatto che mentre tu aspetti che loro si muovano, il tempo passa, le tue aspettative appassiscono e finisci per aver buttato al vento anni interi. Nella mia carriera ho suonato con almeno 10 artisti sotto contratto con una major che sono stati sistematicamente parcheggiati lì a prendere polvere, il risultato... 4/5 di loro sono rimasti talmente delusi che hanno cambiato mestiere, e credimi, è davvero un peccato.

Fortunatamente c'è una nuova corrente di etichette che lavora utilizzando i blog, il content sharing e le nuove tecniche di promozione così come esistono figure professionali che non insistono sul controllare la tua Arte e decidere del tuo destino come fanno le majors. Di solito lavorano in cambio di una piccola fetta dei tuoi profitti e difficilmente ti chiedono di cedergli diritti.

Produci, produci, produci!

L'anno scorso un caro amico produttore è partito per Londra, voleva presentare dei nuovi progetti alle etichette oltremanica, la risposta di tutte è stata: “Si, ma quanti fan ha su Facebook? E sul canale Youtube?”. In sintesi, loro vogliono solo investire su artisti che abbiano già un seguito di fan stabile, vogliono la prova che la tua Musica funziona. Da qui nasce la mia riflessione:” Se devo fare tutto io, allora perchè devo darvi i miei soldi?”. Non hai bisogno di una laurea in Marketing per prenderti cura dei tuoi affari musicali, un laptop, una connessione web ed un po' del tuo tempo possono già portarti molto avanti nel lavoro. Attualmente esistono una serie di servizi che possono aiutarti a diffondere la tua Musica e restare connesso con i tuoi fan. Quello che una volta veniva definito “marketing e distribuzione”, oggi è diventato un modo di coltivare costantemente la relazione tra te ed i tuoi fan, condividere il tuo “essere musicista” è la base per pubblicizzare la tua Musica. Come ti dicevo prima, le cose sono cambiate, solo poche persone sono interessate a possedere un disco, vogliono essere parte di un'esperienza più ampia, immedesimarsi e, perchè no, sognare di essere te! Usa la tua quotidianità come punto di partenza per la tua carriera.

In primo luogo tu, in quanto artista devi concentrarti a produrre di più, ogni giorno, ad ogni ora. Hai mai pensato a produrre una traccia al mese piuttosto che far uscire un disco intero? Ed i video? Attualmente la Musica si ascolta su Youtube, sei ancora sicuro che il video debba venire in un secondo momento? D'altro canto i costi per produrre Musica e Video si sono davvero abbattuti, basta un amico volenteroso ed una fotocamera, l'importante è avere un' idea valida...quello che manca al vecchiume che fa stagnare l'industria discografica e tutto il resto.

Si, ma i miei soldi?

Ogni artista deve dare tanto prima di ricevere, questa è una vecchia storia, è così da sempre. Negli anni ottanta un'etichetta ti avrebbe anticipato un bel po' di soldi per fare un disco e coprire le spese di produzione, ma considera che solo dopo i primi tre dischi, avresti cominciato ad “esistere” nel panorama musicale ed avresti cominciato a guadagnare sul serio, i soldi, quelli che ti avrebbero permesso di “stare tranquillo” per un pò.

Oggi ti chiedono il prodotto finito e commissionano a studi di “fiducia” (che gli costano due lire) eventuali correzioni. Lo so, potresti dirmi che i Nirvana sono diventati miliardari al secondo disco, e così anche questa o quell'altra band, vero! Ma pensa una cosa: “quanti gruppi fanno Musica sulla faccia della terra?” Ora, secondo te, quei 5/ 10 gruppi diventati miliardari al primo colpo fanno la media? ...e poi se non mi sbaglio, l'obiettivo non è diventare miliardari...ma vivere di Musica...non è così?

Rendersi presenti nel panorama musicale è il risultato che deriva dal produrre costantemente materiale di qualità, coltivare relazioni sincere con i tuoi fan e portare la tua musica in giro, che sia dal vivo, sul web o con qualsiasi altro mezzo ci verrà offerto in futuro.

Non credo che, allo stato attuale delle cose, i guadagni possano derivare dalla vendita dei dischi, e sono convinto che chiunque rinneghi il file sharing sia un grosso ipocrita, ma penso anche che quando da adolescente ascoltavo i Metallica, mi piaceva il MONDO in cui mi trascinavano con la loro Musica, ed avrei pagato oro per essere parte di quel mondo, anche solo con una t-shirt, una foto, un meet and greet..pensi che queste non possano essere fonti di guadagno alternative?

Che ne dici?

Sotto contratto o indipendente ad oltranza? Mai come questa volta voglio sapere cosa ne pensi, lasciami un commento di seguito e continuiamo la discussione...

 

Nel Blog

Ecco gli ultimi articoli pubblicati sul mio blog: tutti i consigli che avrei voluto e le considerazioni che mi sarebbe piaciuto fare quando ero un giovane chitarrista in fasce. Il terzo lunedì di ogni mese potrai trovare in questa sezione un nuovo articolo riguardo la Professione del Musicista, i Consigli per lo studio e qualche spunto per ritrovare Motivazione e creatività.