Sviluppa la creatività facendo niente

Sviluppa la creatività facendo...niente!

Chiunque svolga un'attività legata all'essere creativi, sa che purtroppo, quando la “lampadina di Archimede” non si accende, c'è ben poco da fare. Molto spesso, però, a differenza di quando possiamo pensare, tutto dipende dalla nostra incapacità di restare concentrati su quello che stiamo facendo o meglio, su quello che NON stiamo facendo.

Un pò di tempo fa, ero nel mio studio a lavorare su di un arrangiamento ero talmente immerso in quello che stavo facendo che, quando mi sono fermato per pranzo, mi sono reso conto che erano quasi le cinque del pomeriggio. Sfortunatamente non tutti i giorni sono così, alcuni sono pessimi.

Spesso mi capita di passare ore in studio andando su e giù tra i miei fogli ed i files sul mio mac senza riuscire a concludere niente di buono. Nel corso degli ultimi anni, mi sono documentato in rete sperando di trovare un rimedio magico che potesse aiutarmi ad essere creativo, ma credo che se lo avessero inventato, oggi saremmo tutti Picasso o Mozart.

Quello che però ho trovato interessante è la teoria secondo cui, spostare per un attimo l'attenzione, sia mentale che fisica, dal nostro obiettivo, può produrre l'effetto contrario ed aiutarci a recuperare la concentrazione.

Alcuni sostenitori di questa teoria sono anche convinti che, allontanarci dalla pressione creativa, possa incentivare il nostro subconscio a generare nuove idee e quindi influire direttamente sulla nascita di nuovi processi creativi. In teoria c'è chi crede che distrarsi faccia bene sia alla concentrazione che alla creatività. Se segui il mio blog, già avrai intuito che una teoria del genere è come una manna dal cielo per me, c'è un manipolo di cervelloni lì fuori che mi autorizza a cazzeggiare...grande!!

Ed io prontamente ne ho approfittato! Per un paio di mesi ho provato ad organizzare le mie attività giornaliere concentrandomi sulle pause piuttosto che sulle ore di attività.

Per esempio, durante la composizione degli esercizi di Suonare la Chitarra Funk 2.0, per ogni 90 minuti di lavoro ho preso 30 minuti di pausa, tempo in cui ho cercato di disconnettere completamente il cervello ed il corpo da quello che stavo facendo, e dal luogo in cui lo stavo facendo (in questo caso il mio studio). Sistematicamente, mi è capitato di tornare alla scrivania con una nuova idea, a volte mentre caricavo la macchinetta del caffè iniziavo a canticchiare un nuovo esercizio, o mentre sistemavo la lampadina in cucina canticchiavo una nuova linea di basso. Lo so, mi stai immaginando mentre cambio la lampadina e canto vero?! Ti garantisco che non è per niente un bello spettacolo,  in ogni caso, alla fine della giornata, ero riuscito ad essere produttivo per almeno sei ore in studio e per un paio d'ore da qualche altra parte, il che è molto più produttivo di otto ore mezza a girare in studio come un criceto senza una direzione chiara. Ma cosa più importante senza sentirmi affaticato e completamente scarico.

Permettimi di condividere con te il programma di quel periodo:

7:45-08:00 - Colazione.

8:00-09:30 - Studio (1 ora e 30 minuti)

9:30-10:00 - Telefonate, shopping on-line, social media (30 min)

10:00-11:30 - Studio (1 ora e 30 minuti)

11:30-00:00 - passeggiata, commissioni (30 min)

12:00-13:30 - Studio (1 ora e 30 minuti)

13:30-14:00 – Pausa pranzo, caffè, organizzazione della serata (30 min)

14:00-15:30 - Studio (1 ora e 30 minuti)

15:30-16:00 – Giardinaggio, terrazzo, telefonate pomeridiane (30 minuti)

16:00-17:30 - Studio (1 ora e 30 minuti)

17:30 – Lavoro finito, palestra, cazzeggio con gli amici, ed altro.

Considerando, inoltre, che il tempo in studio potrebbe ugualmente essere scambiato con qualsiasi altra attività creatività: studiare lo strumento, bloggare, scrivere, disegnare, scrivere canzoni, il risultato è questo:

7,5 ore totali in studio -2,5 ore di tempo libero da utilizzare per altro, ma soprattutto: pomeriggio e sera completamenti liberi. Al di là dello schema, che potrà sembrare macchinoso, trovo che la cosa più importante sia il concetto: La pianificazione delle pause ci consente di spostare l' attenzione dalle sfide creative immediate permettendoci di tornare al lavoro rivitalizzati e freschi. Tu cosa ne pensi? Come organizzi il tuo lavoro? Hai scoperto la formula magica per essere creativo? Fammi sapere, sono curioso...

 

Nel Blog

Ecco gli ultimi articoli pubblicati sul mio blog: tutti i consigli che avrei voluto e le considerazioni che mi sarebbe piaciuto fare quando ero un giovane chitarrista in fasce. Il terzo lunedì di ogni mese potrai trovare in questa sezione un nuovo articolo riguardo la Professione del Musicista, i Consigli per lo studio e qualche spunto per ritrovare Motivazione e creatività.