Di quanti strumenti abbiamo bisogno per lavorare?

Di quanti strumenti abbiamo bisogno per lavorare? Se lasci stare per un attimo il fascino degli strumenti e fai una valutazione seria la risposta sarà molto diversa da quello che che ti aspetti.


A Napoli esiste una strada che si estende per un paio di centinaia di metri nel cuore del centro storico, su entrambi i lati trovi negozi di strumenti musicali tra cui il famoso Centro Chitarre. Ultimamente c’è anche qualche negozio di abbigliamento ma fino a qualche anno fa era come il paese dei balocchi per tutti i musicisti: è Via San Sebastiano.

Chiunque sia venuto a suonare a Napoli la conosce. Quando non esistevano le demo video degli strumenti su Youtube, ogni nuovo prodotto, nel giro di pochi mesi potevi trovarlo lì, pensa come deve essere stata la mia vita visto che vivo a venti metri da lì.

Adesso, lasciamo stare per un attimo il fascino degli strumenti, e la goduria di avere sempre un “giocattolo” nuovo, ma davvero ci servono tante chitarre per lavorare? Di cosa abbiamo veramente bisogno?

Proviamo a fare qualche considerazione…

 

1. Stai lavorando per la tua band o per conto di qualcuno?

 

Nel primo caso, è molto probabile che tu venga chiamato a registrare qualcosa che hai composto tu e che in un certo senso è stato scritto “su misura” per te. In quel caso il problema quasi non si pone, ci sarà bisogno di “te”, del tuo sound, e di conseguenza degli strumenti con cui fin ad oggi hai provato e suonato dal vivo. Paradossalmente optare per una strumentazione diversa dalla “solita” potrebbe risultare controproducente, quindi nessun problema se nn possiedi strumenti ritenuti uno standard o all’ultima moda (tendenza che ultimamente riempie le tasche dei negozianti e svuota quelle dei musicisti).

Mettiamo il caso, invece, che tu voglia affacciarti al mondo delle sessions, è molto improbabile che ti chiamino a registrare il disco di Vasco il giorno dopo che hai fatto la tua ultima lezione di chitarra. Se un giorno ti dovesse capitare di registrare il disco di un big, credimi, sarà passato tanto di quel tempo e avrai suonato con tanta di quella gente che il problema di quali strumenti comprare lo avrai superato da anni!

 

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2. Quale amplificatore?

 

Metti i piedi a terra e guarda la realtà, è molto probabile,  che per le tue prime registrazioni, ti troverai nell’home studio di un amico tastierista che sta provando a fare l’arrangiatore con il suo pc, è molto probabile che si tratti di un provino che non finirà mai su nessun supporto fisico (se non il tuo cd-r della verbatim da 0.20 cent) ed è ancora più probabile che nella sua stanzetta non potrai usare un amplificatore, e quindi…e ripeto quindi: se il tuo obbiettivo è quello di fare il turnista, far girare il tuo nome, ed essere chiamato il più possibile per quanto riesci ad essere produttivo in studio di registrazione.

Anche io adoro la triple rectifier, le testate Bogner e le Randall del compianto Dimebag, ma qui stiamo parlando di registrare provini a casa o nell’home studio di un amico..questa è la realtà dei fatti e lo sarà ancora per qualche anno.

Ti consiglio di smetterla di pensare che quei “cosi” sono troppo digitali e che non si sentono le valvole, sono paranoie, le valvole le sentirai sul serio quando fra qualche anno potrai tenere un plexi del 67 a manetta nello studio B mentre tu registri comodamente seduto davanti ad un SSL nello studio A.

Per adesso tira fuori il meglio da cose che costano poco e ti permettono di essere efficace e soprattutto versatile. Una buona alternativa potrebbe essere un helix e qualcosa del genere, la stessa Zoom ha sul mercato una serie di prodotti che suonano davvero bene e sono accessibili dal punto di vista economico. Si parla tanto del Kemper, è spaventoso, suona alla grande, ma il problema è sempre quello: costa oltre i 2000 euro!

Quante sessions devi fare per ammortizzare quella cifra? Quando, fra qualche anno potrai approcciarti agli studi di categoria superiore, allora un buon amplificatore valvolare potrà essere la scelta, ma nel frattempo ti sarai dato la possibilità di guadagnare i soldi necessari al suo acquisto.

 

3. Quali chitarre?

 

“Compra un PRS o una Suhr e sarai un chitarrista migliore!”…questo sembra essere il ritornello degli ultimi anni tra i musicisti della mia città. Ne ho suonata qualcuna e posso garantirti che sono davvero delle chitarre eccezionali, io stesso posseggo una Tom Anderson, ma, indovina un po’…costano minimo 3000 euro! Riuscirai mai ad ammortizzarne il costo?

 

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Non voglio sembrarti distruttivo, anche a me piacerebbe cambiare chitarra ogni mese, ma bisogna essere realisti, gran parte dei dischi storici sono stati registrati con una fender (tele, strato) o con una gibson (les paul, sg, 335) , chitarre facili da reperire usate o a casa di qualche amico che potrà prestartele per il tempo di una registrazione.

Ed ancora, ricorda che sei in Italia, la patria del pop comandato dai network, il maggior parte delle cose che ti troverai a registrare prevederanno ritmiche stoppate, accordoni, qualche powerchord ed al massimo un assolo di 16 battute.

Dal punto di vista di chi comincia a lavorare è uno scenario perfetto, non devi porti il problema di avere suoni troppo versatili, una buona stratocaster (magari con un hot rail al ponte) potrà garantirti il lavoro per un bel po’ di tempo.

 

4. Chitarra acustica.

 

Una buona soluzione sarebbe averne una che suona bene sia con il pre-amplificatore che microfonata così da usarla sia live che in studio.

Vale lo stesso discorso fatto per gli ampli e per le elettriche, trova uno strumento che abbia un buon rapporto qualità prezzo, e valuta quanto è conveniente acquistarlo in relazione al guadagno che ti porterà, se hai bisogno di qualcosa in particolare non escludere la possibilità di chiedere in prestito o noleggiare.

 

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5. Pedali ed effetti.

 

Per i pedali vale lo stesso discorso dell’amplificatore, gli ampli virtuali ti offrono la possibilità di una vasta gamma di effetti, ma se proprio dovessi decidere di non fare a meno delle magiche scatolette metalliche non potrai farti mancare: wha wha, overdrive (il TS9 è uno standard), tremolo, chorus e delay, anche se questi ultimi tre si preferisce usarli in post-produzione per via dei rate e dei bpm ed in quel caso sarà il produttore ad optare per un plugin.

In linea di massima questo è quanto, siamo in un periodo storico dove tutto è fermo…figuriamoci la Musica, sarebbe da pazzi investire in strumentazione il cui costo non verrà mai recuperato, ma guarda il bicchiere dal lato mezzo pieno. La Musica che ha fatto la Storia è stata fatta con pochi mezzi, la discriminante stava nella capacità di tirare fuori il massimo da quel poco che si possedeva.

Pensi che davvero che Hendrix, Page, Blackmoore o Wes Montgomery sarebbero stati così diversi con una PRS ed un Triple Rectifier?

Vorrei conoscere il tuo parere, ti va di lasciarmi un commento qui sotto?

07/21/2021

33 responses on "Di quanti strumenti abbiamo bisogno per lavorare?"

  1. Ciao Vince sono d’accordo con te…bell’articolo…ma considera chi come me suona per adesso e forse per sempre solo per hobby..per diversi motivi, familiari, di tempo e quant’altro…vuol dire che non potremmo mai avere strumenti, amplificatori e pedali di “spessore”? Anche chi suona per hobby in casa può avere la gioia e la soddisfazione di una Fender o Gibson, piuttosto che una testata valvolare o dei pedali costosi. Alla fine secondo me ci vuole il giusto equilibrio ma senza rinunciare agli sfizi 😅😉 .. Ciao a tutti e grazie Vince!! ❤

    • Assolutamente si! Il piacere di acquistare uno strumento nuovo e goderselo é fuori discussione. Qui mi riferivo ad un ipotetico inizio di carriera da professionista con un confronto tra costi e benefici.

  2. Il ragionamento non fa una piega 😊 peraltro il titolo dell’articolo è molto chiaro!
    Sono consigli ottimi per chi vuole iniziare o provare ad iniziare un percorso lavorativo in ambito chitarro/musicale e penso che questi 5 punti dovrebbero essere riassunti in un cartoncino da tenere vicino alla carta di credito e letti prima di usarla 😄
    Diversa è la situazione di chi suona da solo o con qualche amico, dove gli acquisti “pesanti” rappresentano una spesa quasi voluttuaria (chi va in vacanza, chi fa paracadutismo, ecc.) per cui certamente soggettiva e condivisibile.

  3. Un articolo così onesto ed allo stesso tempo professionale che meglio non si potrebbe avere! …..grazie per gli importanti spunti di riflessione che sono utili sia a chi intende fare la professione, sia a chi intende approcciarsi alla musica per divertimento. Grazie, Vince.

  4. Bellissimo articolo, giustamente controcorrente rispetto alle tendenze dei principali canali YouTube dedicati alla chitarra: un amalgama indifferenziato di spot pubblicitari ottimamente montati, che mirano scientificamente a promuovere questo o quel brand (chitarre, ampli o effetti che sia). A volte è importante riportare l’attenzione all’essenziale, vuoi che si suoni da professionista o da amatore in qualche band.
    Grazie per lo spunto!

  5. Vince d’accordissimo tutto vero e spero che quelli che vogliono devono vivere con la musica lo capiscano. Ma pensa uno che ha la passione… forse non i soldi, ma che bello avere quella chitarra quell’altra, quell’effetto….. la magia dell’immaginazione. Pensa, un mio idolo un certo edo ha fatto secondo me i brani più significativi fella musica italiana con una Eko ranger 12 corde abbastanza economica…. Battisti ha suonato d solo dal vivo con una acustica che se me la regalavano la schifavo…. Ho detto tutto

  6. Ciao Vince, l’articolo è di una semplicità assoluta ma, allo stesso tempo, ha la capacità di rendere chiarissimi dei concetti da tenere bene a mente quando parte l’Embolo dell’acquisto compulsivo. Ovviamente, sono d’accordo con Livio quando dice che per tanti di noi potrebbe essere un hobby e in quanto tale, ci porta a cercare la pura soddisfazione ( alquanto costosa) di possedere e di conseguenza suonare degli strumenti mitici o comunque di grande qualità. Saluti da Tivoli

  7. Ciao vince,mi è piaciuto un bel po l’articolo, volevo dirti che qualcuno comincia a costruire chitarre solid body con macchinari a controllo numerico . Questi macchinari , che con alcuni programmi tipo cad e altri , hanno una precisione millesimale , il millimetro diviso in mille parti , nessuno strumento non potrà essere costruito in maniera più precisa , per quanto riguarda la parte in legno .I più avanguardisti volponi,stanno iniziando queste costruzioni sicuramente rivoluzioneranno il campo . Le case costruttrici rivedranno anche il loro modo di produrre ,inizieranno anche loro e avendo più denaro a loro disposizione arriveranno primi cosa ne pensi? Saluti Grigo

  8. Condivido completamente il tuo approccio rispetto la professione del turnista. Con uno strumento di discreta qualità, ad esempio una EVH, puoi fare quasi di tutto e vivere senza il patema che se la rubano hai perso un capitale. Inoltre, ricordiamoci sempre, che la musica non è nello strumento… Anche per i pedali, secondo me ne bastano veramente pochi per ottenere la gran parte dei suoni necessari. Per terminare vorrei solo ricordare che abbiamo la fortuna di avere ottimi liutai che producono strumenti non inferiori a marchi blasonati che spesso hanno anche prezzi abbordabili. Personalmente non andrei mai a fare serate con una Prs Private Stock od una Fender del ’54.

  9. Ciao Vince, assolutamente d’accordo con il tuo punto di vista, tra l’altro le chitarre meritano di essere suonate e non di restare appese ad un supporto a prendere polvere. Io che non suono a livello professionale cerco sempre di dedicare la giusta attenzione ad ogni chitarra cercando di variare anche genere. Ragionando in questo modo riesco a contenere la mia voglia di comprare perché mi dico che poi realisticamente quel nuovo strumento rischierebbe di rimanere inutilizzato. Ciao

  10. Grazie Vince, ho dimenticato di mettere il nome.
    Rosario

  11. Bravo Vince, sei un musicista assennato e dimostri coi tuoi ragionamenti più dei 26 anni che hai!!!! E poi la prossima volta che vengo a Napoli andrò in quella via lì a sognare ad occhi aperti!( Poi magari un plettro me lo compro).
    Ciao Maestro!

  12. Tutto super condivisibile.. ! Bell’articolo! ovviamente poi, specie per i più neofiti e giovani, e bello ed è bene fare esperienza con diversi sound e stili e quindi anche tipi di chitarre attingendo tra gli strumenti degli amici, le chitarre che abbiamo in casa o acquistandone di più o meno economiche (in base alla tasca).. con lo scopo di trovare il proprio stile.. perché lo spirito di ricerca, curiosità e passione per la musica sarà l’ago della nostra bussola chitarristica che ci indicherà la via..e se è vero che alcuni dei nostri miti hanno cominciato con delle cigar-box piuttosto che delle chitarre acustiche dall’action alto quanto un marciapiede, o la vecchia chitarrina insuonabile abbandonata in qualche soffitta polverosa.. oggi non è raro rimanere piacevolmente stupiti da quanto una chitarra piuttosto economica possa suonare relativamente molto bene.. per cui basta davvero poco .. l’importante è avere passione e coltivarla!

  13. Ciao Vince, concordo su tutta la linea. Molto spesso si confonde la “strumentazione necessaria” con l’abilità necessaria. Non voglio aprire polemiche ma la deriva musicale che viviamo si sposa benissimo con i “Brands-Fan”, non siamo nuovi a vedere, ormai sempre più spesso, delle discutibili performance fatte con attrezzature più che INdiscutibili! Personalmente suono per mio unico diletto e non posso dire che mi manchino gli strumenti eppure…ultimamente i miei compagni di viaggio quotidiani valgono pochi centinaia di euro (tra chitarra e modeler)…tutto sommato…sono pure molto soddisfatto!
    Se permetti un personale e modestissimo parere vorrei dire che a volte acquistare qualcosa di nuovo serve ad appagare spirito e mente, è qualcosa che fa bene all’umore e che può anche motivare per certi aspetti…ma restiamo sempre con i piedi a terra, non sarà quella nuova chitarra, quel nuovo amp o pedale…a far scorrere la scintilla nelle nostre dita 😉
    Un saluto e a presto…
    Gianluca

    • Ottima osservazione Gianluca. Consideravo che, tra l’altro, anche aspettarsi troppo da un nuovo strumento non é sempre un bene. Ricordo che da piccolo ad ogni chitarra nuova mi aspettavo di suonare meglio… Poi non accadeva mai..

  14. Ciao vince,
    Articolo molto interessante.
    Dal mio punto di vista ,suono solo per hobby, penso che oggi ci siano molteplici chitarre che suonano molto bene e sono ad un prezzo super accessibile .
    Ci sono passioni che per seguirle ti implicano degli investimenti molto notevoli e c’è chi abbandona per lo stesso motivo.
    Il mio esempio che porto è che ci sono prodotti tipo Eko che viaggiano con prezzi delle patate e pedali effetti altrettanto economici che messi in una piccola stanzetta con delle buone cuffie e tanto manico e la giusta passione, potrai divertirti all infinito.
    Sarebbe bello essere sempre più sostanza che apparenza…..

  15. Marco Abbati,
    Ciao Vince, sei un GRANDE e l’ artìcolo lo poteva scrivere soltanto un grande chitarrista e professore di chitarra come tè. Concordo e sottoscrivo tutto quello che hai esposto, e il piccolo consiglio che posso aggiungere come neofito chitarrista, malgrado habbia 59’ anni è, se sei giovane STUDIA , STUDIA e quando ti sarai annoiato continua a STUDIARE. Tutto quello che farài nella vita fallo sempre con grande AMORE, e PIACERE, mai fare qualcosa che non ti piaccia. Lo metto in maiuscola perch’ è il segreto dell’ esito. E se hai amore e capacità auditive, musicali e studi esito garantito. Non c’ è bisogno da imparare con la Gibson, Fender , Shure, Pensa, Gretch , più care. Tante volte ho visto comperare chitarre favolose firmate da artisti stile Clapton, Knopfler, BB King e tantissimi altri, sono settaggi scelti ma sopratutto fatti per loro, normalmente con esperienza di oltre 20’anni , sempre dico ti vendono la chitarra, non viene nel prezzo ne il cervello ne i sentimenti ne l’ esperienza di vita e nemmeno le dita dell’ artista. Consiglio SI TE STESSO. le copie mai sono ne belle ne brutte sono soltanto COPIE , e per essere originale devi essere te stesso, puoi imitare parlando molte volte la voce di qualcuno, ma quella autentica è la tua. Ripeto STUDIA e vedrài che diventerài grande nella mùsica e ti renderài conto che se la chitarra è la tua passione, ti metteranno in mano una scopa con sei corde ( è un’ ironìa ) e suonerài da DIO. Quello è il momento di comperare una chitarra tosta. E ti diró di più conosco grandissimi chitarristi che hanno le chitarre di tutti i luthier famosi e le marche più famose, e sia una strato o una LP o SG suonano a quell’ artista e sai perchè? Perche è AUTENTICO potra fare moltissime imitazioni ma dove meglio suona e nel suo stile perchè il suo stile. Fondamentale STUDIA CON PASSIONE CIO CHE TI PIACE nel mondo non stiamo aspettando che risusciti Hendrix, stiamo aspettando vedere qualcosa sempre di originale. È una mia opinione.
    E ripeto sempre, GRAZIE VINCE SEI UN GRANDE come musicista e professore ma sopratutto come persona e quello è fondamentale e questo si deve perche sei l’ ORIGINALE non una copia .

  16. Vincenzo Campanella07/22/2021 at 6:50 amRispondi

    Buongiorno Vince,
    mi sollevi da dubbi atavici!!!
    devo dire che sebbene abbia qualche chitarra discreta, ultimamente avevo lo “sfizio” di una telecaster,
    visti gli ottimi commenti del web ho comprato una Harley Benton.

    Dopo un passaggio dal liutaio,
    devo dire che è una bomba! rapporto qualità / prezzo incredibile.
    Come dici tu credo sia poi molto difficile distinguere una registrazione fatta con l’originale. A mio avviso, ciò che conta molto è la mano!

    Tanti saluti enzo.

    ps

    Siccome siamo vicini di casa,
    vorrei in futuro fare qualche lezione privata, se sei disponibile.

  17. Bell’articolo che condivido pienamente. Secondo me molto adatto anche per chi suona per hobby, soprattutto chi è all’inizio di questo fantastico mondo. Meglio investire risorse in lezioni e studio e non farsi distrarre troppo dalla voglia continua di giocattoli nuovi, che inevitabilmente colpisce tutti, anche solo per la voglia di provare. Spesso si pensa che una chitarra o un amplificatore più costosi fanno fare passi in avanti per poi rimanere delusi. Sicuramente strumentazione di qualità può aiutare nella crescita, ma non è quella a farti migliorare. Ovviamente io sono il primo che si è fatto prendere dalla voglia continua di strumentazione nuova e ci combatto ancora 😆😆😆

  18. Hai ragione da vendere. Il tuo articolo è condivisibile da tutti i punti di vista. Ti apprezzo anche moltissimo come musicista, come insegnante e come persona, però scusami ma “obiettivo” scritto con due b è una cosa che non si può vedere.

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