
Professione chitarrista, la fine di un mito?
E se fosse solo cambiato il punto di vista?
Per anni, si è pensato alla professione chitarrista riferendosi ad una stirpe di personaggi in grado di suonare alla perfezione qualsiasi genere musicale. Chitarristi in grado di registrare un disco in meno di due ore leggendo tutto a prima vista, inclusi gli assolo alla Van Halen e le ritmiche alla Nile Rodgers.
Come faccio spesso notare agli allievi della mia Guitar Academy, il mercato musicale dell’ultimo ventennio e l’incremento di accessibilità alle attrezzature per registrare, hanno stravolto definitivamente il modo in cui i dischi vengono prodotti ed il modo in cui i musicisti interagiscono con esse. Sta a noi prenderne atto e valutare con lucidità come possiamo porci in un panorama in costante evoluzione.
Per questo motivo vorrei porre la tua attenzione su tre domande che negli anni ho posto a chiunque mi abbia esposto la volontà di lavorare come chitarrista.
1) Siamo tecnicamente in grado di farlo?
La realtà dei fatti è ben diversa dallo stereotipo, sebbene la lettura e la velocità con cui si lavora alle registrazioni siano due prerogative importantissime, difficilmente ci capiterà di dover registrare assolo più lunghi di 16 battute che si discostino dal tema del brano o dover improvvisare nello stile di Pat Martino sui cambi di Giant Step a prima vista.
Quello che è fondamentale, oggi più che mai, è l’essere in grado di suonare per il pezzo. Le priorità in studio sono la capacità di integrarsi con la sezione ritmica, saper scegliere il suono adatto al contesto, il groove, l’espressione, il senso melodico, la capacità di interpretare una progressione armonica, la capacità di interpretare le richieste dell’arrangiatore, una buona cultura musicale (e non parlo esclusivamente di teoria)…e poi forse qualche frase ad effetto per gli assolo!
E’ fondamentale che anche il percorso di studio dello strumento sia mirato alla professione chitarrista, un programma di studio ben organizzato e ben mirato, può fare una grossa differenza nell’approccio allo studio di registrazione ed alla performance dal vivo.
2) Abbiamo la strumentazione necessaria per farlo?
A tutti noi piacerebbe poter scegliere tra una dozzina di chitarre ed una ventina di testate vintage…per non parlare dei pedali! Forse nell’arco di qualche anno avremo lavorato tanto da poterci permettere gli strumenti dei nostri sogni ma, finché siamo agli inizi, è molto probabile che ci troveremo nell’home studio di un amico che sta provando a fare l’arrangiatore con il suo pc.
E’ molto probabile che si tratti di un provino che non finirà mai su nessun supporto fisico, ed è ancora più probabile che nella sua stanzetta non potremmo utilizzare un amplificatore vero. Se stiamo cominciando ad affacciarci per la prima volta al mondo dei turni, una chitarra versatile, preferibilmente con un humbucker e due single-coil sarà più che sufficiente. Stesso discorso per l’ampli, un buon modeler tipo Pod o un pc portatile con Guitar Rig, saranno sufficienti per portare a casa la pagnotta e cominciare a far girare il nome.
Un amplificatore ci sarà sicuramente utile per i live ma passerà del tempo prima di poter accedere agli studi che ci consentiranno di microfonare un cono e far urlare le nostre valvole.

3) Siamo in grado di trovare lavoro e mantenerlo?
Evitiamo di proporci agli studi di registrazione. E’ molto probabile che abbiano già i loro musicisti di fiducia, per quale motivo dovrebbero fidarsi di uno sconosciuto?
Proviamo invece a collaborare con tastieristi, cantautori, registi alle prime armi, youtuber che hanno bisogno di Musica per i loro video, il web in questo senso offre una serie illimitata di opportunità.
Dedichiamo un pò del nostro tempo a capire i meccanismi del music business, come funziona il diritto d’autore, le leggi fiscali, e soprattutto: curiamo le public relations. Se il nostro obbiettivo è quello di vivere con la Musica, questi aspetti sono forse addirittura più importanti del saper shreddare l’ultima jam di Yngwie o di Greg Howe.
Per questo mese è tutto, spero che anche questo articolo possa essere di tuo interesse ed aiutarti a guardare il mondo della Musica con un’ottica più realista ed efficace, resto a tua completa disposizione per una chiacchierata sull’argomento, se ti va lasciami un commento di seguito.

