Powerchord sulla chitarra: guida completa per iniziare
I powerchord sulla chitarra permettono di accompagnare riff e progressioni Rock con una forma semplice, compatta e facilmente trasportabile. Per usarli davvero, però, non basta memorizzare una posizione: devi sapere quali note contengono, dove si trova la fondamentale e come evitare che risuonino corde indesiderate.
In questa guida partiamo dalla costruzione fondamentale–quinta, impariamo le forme con tonica sulla sesta e sulla quinta corda e le applichiamo a un piccolo giro. Il risultato è un sistema pratico per trovare qualsiasi powerchord sul manico.
Che cos’è un powerchord?
Un powerchord è una forma costruita principalmente con due note: la fondamentale e la quinta giusta. Spesso viene aggiunta una seconda fondamentale un’ottava più in alto, ottenendo una diteggiatura a tre note.
Non contiene la terza, cioè la nota che normalmente distingue un accordo maggiore da uno minore. Per questo la sigla non sarà Sol maggiore o Sol minore, ma G5: il numero 5 indica la presenza della quinta.
L’assenza della terza rende la forma molto stabile con la distorsione. Le poche note producono un suono compatto e riducono l’impasto che si creerebbe eseguendo accordi più complessi con molto gain.
Quali note contiene?
Prendiamo G5, il powerchord di Sol:
- Sol: fondamentale;
- Re: quinta giusta;
- Sol: fondamentale ripetuta all’ottava, facoltativa.
La terza dell’accordo — Si nel caso di Sol maggiore oppure Si♭ nel caso di Sol minore — non viene suonata. È il contesto musicale a suggerire se il powerchord appartiene a una tonalità maggiore, minore o modale.
Per leggere correttamente sigle e posizioni può esserti utile anche la guida alle TAB per chitarra.
Forma con tonica sulla sesta corda
Costruiamo G5 partendo dal Sol al terzo tasto della sesta corda:
| Nota | Posizione | Dito consigliato |
|---|---|---|
| Sol | 6ª corda, 3° tasto | Indice |
| Re | 5ª corda, 5° tasto | Anulare |
| Sol | 4ª corda, 5° tasto | Mignolo |
Le ultime due note si trovano sullo stesso tasto e possono essere eseguite con anulare e mignolo. All’inizio puoi suonare soltanto fondamentale e quinta: la versione a due note è già un powerchord completo dal punto di vista della funzione.

Forma con tonica sulla quinta corda
La stessa geometria può partire dalla quinta corda. Per ottenere C5:
| Nota | Posizione | Dito consigliato |
|---|---|---|
| Do | 5ª corda, 3° tasto | Indice |
| Sol | 4ª corda, 5° tasto | Anulare |
| Do | 3ª corda, 5° tasto | Mignolo |
La forma rimane identica: fondamentale, quinta due tasti più avanti sulla corda successiva e ottava sullo stesso tasto della quinta. La differenza più importante è che la sesta corda non deve suonare.
Puoi costruire powerchord anche partendo dalla quarta corda, ma l’ottava cambia posizione quando attraversi la diversa accordatura tra terza e seconda corda. Per iniziare, lavora sulle forme con tonica sulla sesta e sulla quinta: coprono già gran parte del repertorio Rock.
Come spostare e nominare i powerchord
Il nome del powerchord dipende sempre dalla nota sotto l’indice. Se l’indice si trova su Sol, la forma è G5; se si trova su La, diventa A5. La distanza tra le dita non cambia.
Memorizza quindi le note sulle due corde più gravi:
- sesta corda: Mi, Fa, Sol, La, Si, Do, Re;
- quinta corda: La, Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol.
Non serve imparare subito ogni tasto. Inizia dalle note naturali fino al dodicesimo tasto e usa i diesis o i bemolli come passaggi intermedi. La forma è mobile, ma la capacità di nominarla dipende dal riconoscimento della fondamentale.
Come fermare le corde che non devono suonare
Con la distorsione, anche una corda sfiorata accidentalmente diventa evidente. La tecnica del powerchord comprende quindi anche il controllo delle corde non utilizzate.
- Con la tonica sulla quinta corda, la punta dell’indice può toccare leggermente la sesta per impedirle di vibrare.
- L’indice può appoggiarsi senza pressione sulle corde più acute, bloccando eventuali risonanze.
- La mano destra deve colpire un gruppo di corde ristretto, non attraversare automaticamente tutte e sei le corde.
- Rilascia leggermente la pressione della mano sinistra tra un attacco e l’altro per ottenere pause nette.
Il suono potente non nasce dalla forza. Nasce da tre note ben controllate, attacchi regolari e silenzi puliti.
Esercizio pratico: G5–C5–D5
Usiamo tre powerchord che richiedono pochissimo movimento:
- G5: tonica al terzo tasto della sesta corda;
- C5: tonica al terzo tasto della quinta corda;
- D5: tonica al quinto tasto della quinta corda.
- Suona quattro battute di G5 con sole pennate verso il basso.
- Passa a C5 mantenendo la stessa forma della mano.
- Sposta C5 di due tasti per ottenere D5.
- Ritorna a G5 e controlla che nessuna corda aperta continui a risuonare.
- Riduci gradualmente il numero delle battute fino a cambiare accordo ogni misura.
Quando i cambi sono stabili, applica un pattern tratto dalla lezione sulla chitarra ritmica per iniziare. Il powerchord è semplice per la mano sinistra, ma diventa musicale soltanto quando la mano destra controlla accenti e pause.
Errori comuni
- Non conoscere la fondamentale: sposti la forma, ma non sai quale powerchord stai suonando.
- Far risuonare corde aperte: il suono perde definizione, soprattutto con la distorsione.
- Stringere troppo: la mano si affatica senza migliorare il controllo.
- Montare le dita una alla volta: la forma deve spostarsi come un unico blocco.
- Ignorare il ritmo: una posizione corretta non compensa attacchi irregolari.
Il powerchord prepara anche lo studio delle forme mobili più complete. Quando vuoi aggiungere terza e altre note dell’accordo, puoi proseguire con la guida al barrè sulla chitarra.
In sintesi
- Un powerchord contiene fondamentale e quinta, con l’eventuale ottava.
- L’assenza della terza rende la forma adatta alla distorsione.
- Il nome dipende dalla nota fondamentale suonata dall’indice.
- Le forme con tonica sulla sesta e sulla quinta corda hanno la stessa geometria.
- Controllo delle corde, ritmo e pause sono importanti quanto la diteggiatura.
Etichetta:Principianti

